di Laura Spanevello

Il golf nasconde una lunga serie di segreti per praticarlo al meglio. Uno di questi riguarda la realizzazione di un perfetto swing, obiettivo ardito ma raggiungibile grazie a costanza e dedizione.

Diversi studi hanno dimostrato che il movimento dello swing sia il più difficile dopo il salto con l’asta. In un brevissimo lasso di tempo può decidersi l’andamento di un colpo. Sia che giochiate da dilettanti o aspiriate a diventare professionisti, il vostro swing dovrà essere perfetto.

Prima di addentrarci nei dettagli, facciamo un passo indietro. Cos’è lo swing? È il movimento che si compie quando si colpisce la palla col bastone (facendola alzare) per dirigerla verso l’obiettivo. Per un colpo “a regola d’arte” è importante esercitarsi molto e prestare attenzione ai piccoli dettagli.

Le fasi dello Swing

Per ottenere uno swing perfetto è opportuno studiare le 4 fasi di cui si compone:

  1. Caricamento (Backswing)
  2. Discesa (Downswing)
  3. Impatto (Momento della verità)
  4. Finale

Vediamo ora nel dettaglio ogni singola fase.

1. Caricamento (backswing)

Soprattutto per i giocatori dilettanti, la parte più importante del movimento è il proprio il backswing. È proprio in questa fase infatti che si predispongono le condizioni per poter generare massima velocità e potenza da trasmettere al momento dell’impatto (downswing).

L’ordine preciso con cui devono essere mosse le parti del corpo è fondamentale per ottenere il miglior risultato possibile: prima le spalle, poi le braccia, polsi e infine il bastone. In questa posizione il braccio sinistro coincide quasi con l’angolo dello shaft e può essere leggermente piegato. Il corpo è completamente ruotato.

È importante che il backswing ed il successivo downswing devono assolutamente essere uniti da un solo movimento fluido e dinamico. Per una frazione di secondo il corpo si muoverà simultaneamente in due direzioni: mentre il tronco completa la sua torsione, la parte inferiore del corpo inizia già a muoversi nella direzione del bersaglio.

2. Discesa (downswing)

Il ruolo del downswing consiste nello scaricare tutta la potenza, creata fino a quel momento, dal movimento di torsione. Una volta superata la fase di transizione, l’efficacia del downswing dipende dalla rotazione del tronco attorno al punto assiale sinistro.

Un aspetto cruciale per ottenere un buon movimento di discesa (downswing) è l’inversione che si ha tra salita e discesa ovvero, quello che accade nella fase di caricamento viene invertito nella fase di rilascio.

3. Impatto

In generale, un buon swing dovrebbe produrre un impatto solido e preciso, dove la faccia del bastone arrivi direttamente a contatto con la pallina comprimendola quanto più possibile.

Gli elementi chiave di questo step sono il posizionamento del corpo e del bastone. Le mani sono più avanti della pallina, con la mano in avanti dritta o leggermente piegata. La gamba posteriore inizia a piegarsi fino ad appoggiare la sola punta del piede. Infine, i fianchi sono più aperti e la testa del bastone è tornata nella posizione iniziale.

L’impatto corretto ha come caratteristica principale il fatto che il bastone colpisca prima la pallina e poi il terreno, staccando l’erba subito dopo l’impatto. Lo chiamiamo impatto “palla-zolla“, ed è quello che garantisce la migliore compressione della palla sul bastone e, in definitiva, il miglior modo per colpire la palla da golf con i ferri.

4. Finale

Il finale è il risultato di quanto si è fatto nelle fasi precedenti e lascia importanti feedback per capire quanto buono sia il colpo. In linea generale ci sono dei punti di controllo che fanno presupporre l’andamento del colpo. In questa posizione bisognerebbe arrivare in equilibrio totale. La maggior parte del peso è sulla gamba anteriore e la gamba posteriore è piegata e appoggia solo la punta del piede.

La corretta sequenza dei movimenti che compongono lo swing dovrebbe permettere al corpo di sentirsi come se stesse facendo un movimento del tutto naturale.

Laura Spanevello
Sport Leader Golf
dal negozio di Thiene (VI)